You are here

Roland Garros, Ruud: “Sinner? Sensazione simile rispetto a quando c’era Nadal. Lui è il favorito”

Casper Ruud è intervenuto sabato in conferenza stampa al Roland Garros. Si è parlato del suo stato di forma, visto che arriva al Roland Garros con pochissima pausa dopo aver affrontato anche il torneo di Ginevra. Ma soprattutto si parla di Sinner, il convitato di pietra in quasi tutte le conferenze stampa degli altri giocatori. D: Ciao Casper. Sto lavorando a un pezzo sul servizio dal basso. Pensi che ci sia stato un punto di svolta nella percezione del servizio dal basso? Prima era considerato cattiva sportività, ora è più un’arma tattica. Come lo vedi? CASPER RUUD: Penso che sia un colpo totalmente legittimo. Non vedo motivo per arrabbiarsi. Se vuoi fare un servizio dal basso va benissimo. Per come rispondo sulla terra, il mio modo di rispondere è abbastanza vulnerabile a un buon servizio dal basso, ma preferisco un servizio dal basso rispetto a qualcuno che mi serve a 210 all’ora. Quindi dico: va bene, fatelo pure, non ho alcun problema con questo colpo. D: C’è stata una parte di te che ha pensato di non andare a Ginevra quest’anno, magari pensando di aver già ottenuto abbastanza da Roma? Puoi spiegare le tue decisioni di programmazione nell’ultima settimana? CASPER RUUD: Sì, ne abbiamo parlato, soprattutto dopo aver raggiunto la finale a Roma, quando ho vinto la semifinale. In definitiva l’anno non è andato come speravo, soprattutto all’inizio, e quando sei in fiducia penso che a volte sia giusto essere un po’ “golosi”. Questo è stato uno dei motivi per cui sono andato a Ginevra. Un altro motivo è che non gioco tornei sull’erba prima di Wimbledon, quindi dopo il Roland Garros ho tre settimane di pausa per riposare. Voglio sfruttare al massimo la stagione sulla terra. Il fattore più importante è che a Roma non ho giocato partite lunghe, niente oltre un’ora e mezza fino alla finale. Nella finale c’era il rischio di giocare tre, tre ore e mezza; in quel caso probabilmente sarei andato a Ginevra solo per poi ritirarmi, ma non è successo. Mi sentivo con energia e motivazione per giocare e in passato ho avuto buone esperienze facendo così. Quest’anno è stato un po’ diverso perché non avevo il bye al primo turno e ho dovuto giocare quattro partite in quattro giorni, ma va bene. Sono senza infortuni, felice di essere qui e ho due giorni per prepararmi al primo turno. D: Come confronteresti la finale di Roma contro Jannik con alcune delle tue partite precedenti contro di lui nell’ultimo anno? Più specificamente, cosa provi quando entri in quegli scambi incrociati che piacciono a te e a lui, e come senti la tua evoluzione in quella situazione? Cosa rende quella situazione così difficile? CASPER RUUD: Come ho detto dopo la finale, la cosa che lo rende così forte è che non hai mai respiro da nessun angolo. Che tu stia giocando un incrociato di dritto o di rovescio, sai che la palla arriverà veloce e ben piazzata. Se non sei molto preciso con i tuoi colpi, lui ti viene addosso, ti punisce, e avere in testa che ogni colpo deve essere quasi perfetto può far sembrare tutto ancora più difficile. È questa la sensazione: non hai molte armi contro di lui, si difende bene. Quando è arrivato nel tour tutti vedevano già da giovane che aveva un colpo pulito e bellissimo, ma negli ultimi due‑tre anni la sua fisicità, il movimento e la difesa sono migliorati più di tutto, ed è per questo che ha fatto questo salto e sta dominando così tanto. Non ottieni molto nemmeno dalle sue posizioni difensive. In generale è un giocatore davvero difficile da cui ottenere errori non forzati o colpi meno potenti: succede raramente. Quando ti capita un’occasione, devi sfruttarla; se non lo fai, la partita è praticamente finita. D: E rispetto a dove sei tu adesso? CASPER RUUD: Il mio livello e le mie sensazioni erano buone. Sono arrivato alla partita senza molte partite lunghe, come ho detto, e mi sentivo pronto fisicamente per un match duro. Ho avuto l’inizio che volevo, l’ho brekkato subito, ma sfortunatamente non ho confermato con un buon turno di servizio. Se fossi riuscito a prendere un vantaggio ancora più grande all’inizio, chissà? Ma c’è comunque tanta partita da giocare anche se sei avanti 2‑0 o 3‑0. Ero soddisfatto di alcune parti del mio gioco quel giorno, ma verso la fine del primo set e l’inizio del secondo mi sono un po’ “spento” e non ho giocato con la stessa intensità ed esecuzione. È lì che la partita è un po’ morta per me. E: Ciao Casper. Per un periodo molto lungo, arrivando a questo torneo, c’era la sensazione che, se volevi vincere il torneo, dovevi battere Rafa. Mi chiedo che sensazione ci sia entrando ora con Jannik al livello in cui è. Senti che c’è qualcosa di simile, o è diverso da confrontare? CASPER RUUD: La sensazione è simile. Jannik non ha vinto qui 14 volte come Rafa, ma è sicuramente il favorito principale. Ha dominato tutta la stagione sulla terra, ha vinto tre Masters 1000, e questo torneo è un po’ la ciliegina sulla torta che gli manca per sentire di aver vinto tutte le grandi competizioni. Non so come si sentirà, posso immaginare un po’ di pressione e di nervosismo, ma è il giocatore da battere, ha un grande bersaglio sulla schiena e ha gestito questa situazione molto bene negli ultimi mesi e anni. Non vedo perché non possa giocare bene anche qui; l’anno scorso è stato a un punto dalla vittoria. È il favorito, ma siamo tutti umani e chiunque lo affronti farà di tutto per fermarlo. Vale per tutti: chi gioca contro di me vuole battermi, chi gioca contro Sasha vuole batterlo. Il torneo è aperto, è emozionante, penso sarà una bella edizione del Roland Garros. F: Ciao Casper. Hai ricevuto qualche feedback dall’incontro di ieri tra i giocatori e la FFT? E pensi di limitare oggi i tuoi impegni con i media a 15 minuti o farai come al solito? CASPER RUUD: Onestamente non ho ricevuto feedback perché non ero qui. Ero in campo, sono arrivato tardi ieri sera e non ho saputo molto. Il piano è fare oggi un media day di 15 minuti, per essere uniti con gli altri giocatori che fanno lo stesso, cercare di mandare un messaggio, usare la nostra voce ed essere il più possibile uniti. G: Ciao Casper. Le statistiche dicono che negli ultimi decenni i giocatori colpiscono più forte e con più spin da entrambe le parti. Da giocatore, lo senti rispetto a quando sei arrivato sul tour? Senti che ci sia stata una progressione? CASPER RUUD: Sì, credo di averne parlato apertamente negli ultimi anni, il gioco è cambiato molto. Ci sono certi giocatori, non serve fare nomi, che secondo me hanno portato il colpire forte a un nuovo livello negli ultimi cinque‑sette anni. È curioso perché ho parlato anche con giocatori molto più esperti di me, con ancora più esperienza, e sentono la stessa cosa su quanto forte alcuni colpiscano oggi. Questo ha cambiato un po’ la dinamica del gioco. Io, che sono uno a cui piace giocare più di scambi, mi sono ritrovato a volte costretto a giocare un tennis che non mi è così naturale. È positivo perché ti obbliga a migliorare e a pensare in modo diverso, ed è bene che il tennis migliori, ma è un grande cambiamento. Non mi sembra che oggi molti giocatori abbiano voglia di scambiare a lungo: non si trattengono quando vedono un piccolo spiraglio, tirano forte subito. Direi che è questa la differenza principale: i giocatori oggi cercano il colpo grosso prima rispetto a quanto accadeva in passato ...

Related posts

Leave a Comment

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi